Aglio

Annina preferiva la cucina di quei piatti che le ricordavano l’infanzia, un periodo di cui in realtà serbava una sbiadita memoria e che forse per questo inseguiva nei sapori forti di alcuni ingredienti che spesso utilizzava in modo esclusivo.
L’aglio, soprattutto, ma anche la cipolla non mancavano mai sulla sua tavola, da soli, cotti o crudi.
Barattoli di aglio cotto nell’aceto e conservato poi sott’olio troneggiavano ben disposti e allineati sulle mensole della sua cucina. Trecce di capi d’aglio pendevano come festoni lungo le pareti della sua dispensa così come cipolle e cipollotti secchi e freschi.
Ma anche i suoi piatti erano legati strettamente all’uso di quei componenti che dovevano servire a ravvivare il sapore di altre vivande da lei considerate altrimenti sciapite. Anche le povere patate, tuberi di tutto rispetto per il loro sapore delicato e adattabilissimo, erano spesso condite con spicchi d’aglio a fettine sottilissime, olio e origano. Come tacere poi le sue vellutate di aglio o della sua famosissima zuppa di aglio o di cipolla? I pomodori erano conditi solo con aglio, olio e prezzemolo tritati, così i peperoni e  le zucchine, con l’unica variante del prezzemolo, a volte sostituito con timo o nepitella.
Se è vero che siamo ciò che mangiamo, Annina sapeva d’aglio dalla testa ai piedi; per di più non era un odore netto e definito, ma  si confondeva con i profumi dei suoi sali da bagno, le sue creme profumate, i suoi shampoo alle erbe.
Anche la sua camera da letto al mattino sapeva  di chiuso e di aglio, come d’altronde le sue parole.
Se mangiare cose che ci soddisfano sfama anche il nostro spirito e il nostro umore, è anche vero che possono esserci delle contropartite che, nel caso di Annina, erano poco entusiasmanti. L’amore per le vivande legate a quell’infanzia che non riusciva a fermare nella sua memoria, la stava conducendo più o meno consapevolmente verso una maturità solitaria e senza affetti. Resa consapevole negli anni dalle reazioni più o meno esplicite delle poche persone con le quali aveva avuto la fortuna di convivere, decise di trovare l’anima gemella o qualche amico con un annuncio che non ammetteva dubbi nel lettore: Mangiatrice assidua e  solitaria di aglio, conoscerebbe ambosessi per colazioni, pranzi, cene, spuntini  in agliosa brigata.
Non si aspettava certo chiamate o lettere a valanga, ma non aveva previsto il silenzio totale.
Fece ripubblicare l’annuncio aggiungendo tra parentesi non è uno scherzo, ma il risultato rimase invariato.
Si convinse quindi che l’aglio dovesse piacere davvero a pochi.
Ma come spesso avviene, l’ imprevedibile nasce nelle situazioni più normali e quotidiane: rimasta stranamente a corto del suo ingrediente basilare, era scesa volando dal fruttivendolo prima che chiudesse e, incredibile a vedersi e a dirsi, lui era lì, con una lunga treccia di aglio e se la stava portando via tutta.
-Ho bisogno di un capo d’aglio, almeno; sia gentile, vedo che l’ ha preso tutto lei!-gli disse rivolgendogli uno sguardo tra l’indagatore e il conciliante.
-Non posso, mi scusi, ma mi serve tutto- rispose impacciato lo sconosciuto.
-Non vuol farmi credere che lo consumerà tutto questa sera?-lo incalzò lei spinta da disperazione
-No, -rispose lui con fare confuso, ma deciso -ma devo partire e il signor Anselmo ha il miglior aglio del mondo.
Il signor Anselmo, chiamato in causa, aveva l’aria tra l’imbarazzato e il gongolante; rischiava intervenendo di perdere un vecchio cliente, ma nello stesso tempo di non acquistarne uno nuovo. Decise quindi da buon commerciante di tacere, guardare e aspettare.
La diatriba rischiava di andare avanti per le lunghe e senza sbocco se Annina, ormai convinta di dover rinunciare alla sua zuppa, non avesse espresso a voce alta il suo pensiero.
-Addio zuppa di aglio!
-Lei sa fare la zuppa di aglio? Intervenne prontamente lo sconosciuto.
-Certamente -rispose- sono  un’esperta
-Allora, cara signorina, le cedo l’aglio che le serve, a patto che mi insegni a cucinarla.
Molte storie nate in cucina finiscono tra piatti e pentole da rigovernare; quella di Annina e Giacomo invece è iniziata con una zuppa all’aglio ed è finita con una cerimonia nuziale.

Aglio ultima modifica: 2013-11-20T08:32:14+00:00 da Salvina Pizzuoli

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