Attendo una vita
nel sogno e nel silenzio
sfollando i segreti
all’aria più pulita Read More →
L’evanescente ideale
Le nozze del salvatore
L’ora di chiedere aiuto è arrivata
c’è un fazzoletto di stelle nel cielo
e la tua voce ritorna dal nulla:
“tu porterai la mia vita in te” Read More →
Esaustiva esistenza
Incontrollabile follia
ancora tua, ancora mia
Perdenti sensi alle manie
cambiando in disarmonia Read More →
Attimo2
Luce sia…. Sento che…
nella mia mente, nella tua voce, ora…
Vedo luce! Read More →
Metempsicosis – 13 – L’ultima morte
Finalmente sono qui un profumo che conosco già
su un cuscino dormo
sto aspettando non so chi sempre al buio anche qui
lunghi i miei capelli
Ma perché son donna io e chiedo a Dio che faccio qui
Suona un campanello corro e sento che sto aspettando me
non capisco più
Sto già tremando al pensiero che sia io
dietro la porta la mia faccia freme di vedere proprio me
sento le gambe cedere
Cosa faccio io non so resto fermo aprirò
ma la vita va da sé e riparte verso me
e risuona dentro me l’insistenza sul fragile
cuore di una donna che che donna è
che donna è che uomo io
Non è un sogno ma sto incontrando me apro piano e poi
Ora so sono io due persone un oblio
che si perde nel tempo che fu
Mi butta sul letto e poi la butto sul letto e poi
mi strappa l’anima le strappo l’anima
Voglio resistere ma non si può
questa violenza è senza pietà
vedo i miei occhi uccidere me
provo lo strazio di soccombere
Non posso essere io la belva che si crede Dio
non posso credere che ho perso l’anima mia
L’ultima morte, non tornerò più.
Metempsicosis – 11 – Baco
Dove sono eco intorno sento un tuono e fa freddo
dentro a una grotta ma non vedo niente da qui
E provo a muovermi lento e sento che sto strisciando
provo a toccarmi la testa ma non ho mani
e piano affondo in umida terra intorno a me
E scendo piano sempre più profondo dritto fino al centro
di questo immenso mondo
e sembro un treno che scava il suo percorso in cerca di una luce
in fondo al suo perché
Forse è meglio che io torni indietro da qui
ho paura che poi non esca più
la solitudine che cova dentro di me non si elude mai
E scendo piano sempre più profondo dritto fino al centro
di questo immenso mondo
e sembro un treno che scava il suo percorso in cerca di una luce
in fondo al suo perché

