La barchetta bianca

LE ONDE ALTISSIME

Non avrei scommesso neanche un soldino sulla barchetta bianca.
Una bella barchetta di sicuro, con la sua vela ancora pulita, ma danzava troppo pericolosamente sulle onde altissime, mentre interi branchi di pesci venivano issati dalla corrente ad altezze vertiginose. Anche la balena era atterrita, anche i pagliaccio e gli squali, anche alle meduse batteva fortissimo il cuore calmo e trasparente.
La barchetta stava per scomparire per sempre, qualsiasi marinaio avrebbe potuto dirlo, era talmente spaventata da sembrare un guscio vuoto.
D’un tratto una murena fu sbalzata fuori dall’acqua e ricadendo rapidissima, nel volo mostrò la sua bocca ansiosa.

 

ACQUA SOPRA ACQUA SOTTO

Ora il mare faceva delle scivolose piattaforme buone per incagliarsi nel meridiano terrestre trascinandolo in una corsa senza fine.
La barchetta bianca nel vento d’acciaio tagliente contava i secondi prima di essere travolta dall’impatto ghiacciato della tempesta marina.
Ora anche le attinie vedevano gli squarci di luce dei fulmini e odiavano la potenza elettrica del moto ondoso, anche le alghe provavano ad irrigidirsi, ma non potevano.
Il cuore della barchetta era appeso ad un soffio.

 

BELLE STELLE

Non mi accorsi come fu: il vento si calmò e le acque dell’oceano ora immobili e pericolose circondavano la barchetta bianca come un mistero, il cielo si era ricoperto di stelle. Uno strano suono cristallino distraeva dal freddo polare.
I pesci amanti del firmamento emergevano trasognati, parlando linguaggi sconosciuti, studiando la rotta perenne del loro vagare nelle costellazioni. Qualcosa, nell’aria, venne meno.
La barchetta bianca, sfinita, si addormentò. Vagò come la fortuna, dirigendosi ovunque, come per miracolo, cieca e graziosa con la sua vela lunare.

 

ALL’ALBA SI DORME

Poco prima dell’alba, ancora assonnata, la barchetta volle piangere un po’, ma l’oceano non se ne accorse neppure. Solo il pesce palla si incuriosì vedendo quelle gocce infuocate dal sole nascente che scendevano giù giù.
Ora il sole faceva da fondale e la barchetta sembrava un gioiello, anzi, sembrava “il più grosso diamante che i ladri non poterono rubare perché troppo risplendeva”.
Che bellissima barchetta! Che eroica barchetta!
Che sfacciata e stupefacente barchetta che aveva sfidato gli abissi ed era sopravvissuta!
I calamari coi loro alfabeti luminosi sparsero la notizia alla velocità dell’impossibile.

 

UNA BELLA GIORNATA

Non avrei scommesso neanche un soldino sulla barchetta bianca.
Ma questa fantastica avventura io l’ho vista dalla finestra, e non c’è niente di più vero.
Guardate la barchetta che ora va veloce insieme a tutte le altre! Guardate come raggiunge il porto, ovunque e come le pare!
Fortunata me, che dalla mia casa si vede l’oceano.
Indiano? Forse.

 

Illustrazioni di Cristina Conticelli

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