“E’ un bambino ipersensibile” concluse netta la maestra.
“In che senso , signora?” chiede la madre con uno zac del collo.
“Nel senso che è… Particolare” ribadì l’insegnante con uno zac doppio, mano sinistra e destra, lasciando brandelli di aria a girovagare.
Una custode tutta macchiata di pomodoro entra seguita dal suono della campanella, tiene una scopa stretta al petto.
Gloria risale sull’auto e non riesce a metterla in moto. L’aggettivo particolare lei lo usa spesso, al telefono, con le sue compagne di shopping, per descrivere un bracciale, o un fard.

