Veglia,
o eburneo strale,
sul mio corpo,
tu che sibilando
penetrasti queste carni
liberandomi da
tale gabbia infame;
tu che lieto
trafiggesti queste spoglie
che ora tacciono
solenni nell’oblio;
giunta è l’ora
della dipartita:
lascia dunque
che si levi alta
la mia essenza,
e che serena
si abbandoni
ad eterni e dolcissimi
silenzi.
IX. Departure
Vento
Accarezzami trasparente vento
che di amore sono pazzo
a occhi chiusi io ti accolgo in questo viaggio
dove la mente mia felice e pensante
di colori di ieri e di oggi
grazie a te e’ piena di ricordi
Esaustiva esistenza
Incontrollabile follia
ancora tua, ancora mia
Perdenti sensi alle manie
cambiando in disarmonia Read More →
Ecco, il libro del cielo
Dacché l’uomo apparve sulla terra;
guardò al cielo;
un grande libro;
che lesse tutto d’un fiato;
vide scorrere nubi ovattate;
come batuffoli di cotone;
fantastiche, bizzarre, viandanti;
pennellate di rosa al tramonto;
luna argentea in quell’alone di luce;
stelle nitide nel loro brillare;
visse all’alba il sole della vita;
allora pensò all’Immenso!

