300 ANNI – Ottava parte

È con questo spirito aggregativo e di riscoperta  della propria Identità che l’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” conduce e porta avanti la propria attività da oltre dieci anni.
A  Rosolini anche la Gastronomia ha lasciato le sue tracce archelogiche infatti dal “ Maccu ri favi “ che mangiarono gli antichi Greci, alla “ Capunatina “ di origine Araba, al “ Tummali” di origine Spagnola le specialità alimentari tipiche Rosolinesi denotano e specificano le origine delle popolazioni che attraverso i secoli hanno attraversato o anche dominato l’ Isola.
Sono custodite qui a Rosolini delle ricette locali antiche che si possono ritrovare anche in altre parti dell’ Isola ma che in ogni zona hanno un “ quid” che le caratterizza in base all’ utilizzo in eccedenza o in carenza di certi elementi quali :l’ aglio, la cipolla, l’ aceto, il limone, l’ origano, la noce moscata, l’ acquavite e tale elementi aggiunti in maggiori o in minori quantità contribuiscono a creare e a realizzare un prodotto unico e tipico di quel paese  ed ogni paese ha quindi le proprie ricette che si diversificano da luogo a luogo, come ha sapientemente rivelato la Gentilissima Signora Corradina.
Appartengono alla tradizione culinaria locale le cosiddette “ Monache di casa “ ed erano alcune donne che preparavano i pranzi nuziali ed anche i pranzi di lutto “ Cunsuli “ oppure i dolci che si consumavano e che allietavano i periodi festivi, denominati “ Dolci di Riposto “ ed erano di squisita ed inimitabile fattura.
Alcune di queste ricette continuano ad essere preparate anche nei giorni nostri, per cui gli antichi sapori si ritrovano ancora intatti in pietanze moderne, come ulteriore conferma della ferma volontà di mantenere vivo il passato attraverso la modernità del tempo presente. Tra le minestre ricordiamo “ U ‘ ncucciatieddu “ costituito da frustoletti di pasta di grano duro cucinati in un’ amalgama di ricotta, acqua e pezzetti di zucca gialla previamente bollita.
E ancora “ A pasta ca muddica “ pasta condita con mollica di pane brustolita, olio, aglio e formaggio pecorino. E poi “ I ravioli “ pasta di grano a formelle quadrate con ripieno di ricotta, uova e maggiorana, conditi con sugo di carne di maiale o di vitello.
E poi ancora “ I maccaruna e i cavatieddi” pasta a pezzettini  e vuota all’interno perchè lavorata con un filo secco di grano “usu” o con un ago da calza “ cavati “ con le dita, conditi poi con sugo di carne di maiale, cosparsi di ricotta salata ed infornati. Altri piatti tipici sono costituiti dalle minestre di legumi, tra le quali “ I favi a’ nzincaredda “ oppure “ U maccu lurdu “ fave cotte insieme a ceci, fagioli, lenticchie e lardo di maiale e questo era il tipico piatto popolare del giovedì grasso ed ancora “ I lolli no maccu “rollini di pasta amalgamati con il “ maccu” a base di fave sbucciate e poi ridotte a crema.Tra le pietanze di carne oltre a “O farsumauru “ e “ oiaddu a gna minicoria “, particolarmente saporito è “ A gnieddu e u ciaurieddu  ‘nfurnatu“ e questo continua ad essere uno dei piatti più comuni di Rosolini in quanto qui l’ attività della pastorizia seppure non sia più intensamente praticata come nel passato, continua però ad essere una attività fra le attività produttive di questo luogo.
Un’ altra pietanza tipica di Rosolini è “ U pisciruovu a rosalinara “ che è una sorta di omelette formata da uovo, cipoletta soffritta, prezzemolo, pepe ed asparagi selvatici già cotti ed amalgati con ricotta.
La tradizione della preparazione delle focacce è rimasta costante e continuativa negli anni ed occupa un posto di rilievo nella cucina locale e fra queste vi sono : “ A ‘mpanata “ pasta a dischi sovrapposti e ripiena di broccoli, di baccalà o di anguille consumata nel periodo natalizio, mentre nel periodo pasquale la pasta viene ripiena con carne di agnello e poi infornata. E poi ancora “A nfigghiulata “ e “ A cucca “ entrambe costituite da strisce di pasta stirate con il mattarello e poi farcite con elementi diversi.
E dulcis in fundo i dolci, fra i quali : “ I gravazzati “ striscia di pasta stirata con il mattarello e farcita con un’ amalgama di ricotta, pezzetti di cioccolato e zucchero a velo e poi ancora “ I pasti fuorti “ amalgama di farina, zucchero e albume  e “ I ramuzzi “ dolce preparato con impasto di farina e miele “ di satra “ e poi “ I mustazzola “ amalgama di farina e vino cotto ed ancora “ I ricci ri miennila” tipici dolci di mandorla, i cui semi sbucciati  triturati finemente si amlgamano ad albume e zucchero e sono a diposizione di tutti i buongustai che vorranno recarsi a Rosolini in quanto si possono assaporare nelle diverse pasticcerie della Città che li producono.
Tra gli eventi promossi dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa a favore e a sostegno delle proprie tradizioni, fra le quali anche quelle di tipo culinario, è bene citare “ la mangiata delle crespelle”  e
“ l’ apertura delle botti di vino nuovo “, tenutesi in occasione della festa di San Martino,  svolta il 6 novembre 2011.
“Questi sono solo alcuni dei tanti e validi motivi che rendono incantevoli questi luoghi ed anche assolutamente meritevoli di essere visitati e conosciuti ed è inoltre molto facile comprendere i motivi per i quali la gente del luogo rimanga così legata alle proprie radici anche se e quando è stata costretta ad allontanarsi pur conservando nel cuore il desiderio vivo ed urgente di farvi ritorno”
E trovo qui giusto concludere con il “ Commiato” della Scrittrice Ignazia Iemmolo Portelli, a pagina 219 del suo libro “ Cosi ri casa nostra” :

COMMIATO  ( pag. 219 )
Vorrei che questo mio lavoro contribuisse ad “ esorcizzare” il male che affligge l’ odierna società, favorendo un ritorno alla semplicità e genuinità dei sentimenti di cui sono stati ricchi i nostri antenati. Essi vivevano i valori dell’onestà, del senso del dovere, dell’ amicizia e della solidarietà con passione e naturalezza, consci “ ca siemo tutti ‘nsiemi nta na varca / sbattuta ne timpesti / e siemo frati! “.
Ho aperto il mio precedente libro “ Calura e profuma na Sicilia ” con una poesia che voleva essere un augurio e un programma ed è con lo stesso augurio che mi piace salutare questo lavoro che intendo dedicare ai miei concittadini, ovunque siano, perchè operino in modo che ciascuno di essi possa con fierezza sentirsi e proclamare di essere “ siciliano di Rosolini ”.

Ccu nu raggiu ri luna agghia ‘ntrizzari
i buoni sintimienti re pirsuni
beddi stritti ppi nunn’n ascappari
e lassalli na ‘n filu a pinnuluni.
Puoi cu è ca passa ni pigghia na trizza
e manu manu la va a siminari,
ccu amuri la cuverna e l’ accarizza
tuttu lu munnu si n’ha bunnanziari.

( di Ignazia Iemmolo Portelli )

Infine  la tradizionale festa dei Rosolinesi in Siracusa ha chiuso l’importante anno dedicato ai Festeggiamenti per il 300° Anniversario della Fondazione del Comune di Rosolini, nonostante che questa serata culturale e culinaria si sia svolta nel mese di febbraio 2013.
Infatti lo scorso febbraio 2013 presso il Salone del Cocus Club in Siracusa, in coincidenza dei festeggiamenti del “Tradizionale Carnevale dei Rosolinesi”, il Presidente dell’ Associazione “Rosolinesi in Siracusa” Signor Corrado Di Stefano ha avuto il pregio di conferirire e di consegnare al Professor Giuliano Ovando Salemi Gugliotta l’Attestato di Socio Onorario.
Il Maestro Giuliano Ovando Salemi Gugliotta  è il Presidente  in carica del Circolo Siciliano di Santa Fe  in Argentina , dove ricopre anche altre Cariche Istituzionali e Politiche di spessore, inoltre anche nel campo artistico-musicale è molto apprezzato e stimato.
Il Presidente Corrado Di Stefano nel consegnare l’Attestato al Presidente Giuliano Ovando Salemi Gugliotta, ha letto la seguente motivazione:
”Socio Onorario per avere promosso il mantenimentodei rapporti sociali, culturali e storici con Rosolini, terra dei suoi avi, con costante impegno e fervida passione.”
Inoltre sono stati consegnati anche la tessera del sodalizio, la medaglia coniata in occasione del 300°Anniversario della Fondazione di Rosolini ed anche una targa ricordo per il Circolo Siciliano
di Santa Fe.
Il Professor Giuliano Ovando Salemi Gugliotta, a sua volta, ha consegnato al Presidente Corrado Di Stefano un Attestato di stima e riconoscenza per la collaborazionbe mostrata nel portare avanti lo scambio culturale fra Sicilia e Argentina.

300 ANNI – Ottava parte ultima modifica: 2013-09-20T09:00:04+00:00 da Rosetta Savelli

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