Archivio mensile: giugno 2017

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Amavo

Ti tenevo con me
in una gita di scuola.
Il tuo profumo faceva camminare
ove tutto è soave.

I primi contatti
le prime mani
sfioravano,
non la pelle
ma il profilo di pianeti.

Una notte intera a contare
il tempo rimanente
tra i tuoi baci
ed il mondo assente.

L’urlo

Nell’estrema agonia della sua vita
ha urlato,
ha urlato fino a non avere più voce
implorando aiuto
nel frastuono
di parole confuse
che arrivano fino al petto materno
per non essere soppresso
al nascere
ma ero solo e indesiderato…
il suo urlo morì nel silenzio.

E lei non sa

Nel teatro
in cui
luci ed ombre
danzano con la musica
dell’emozione

col cuore in gola,

sei protagonista
del tuo mondo
interiore
nell’intensa scena
dell’amore

e lei non sa.

Vuoi calare anzitempo
il sipario della delusione?
Attendi,
qualora il sentimento
sia vero.

Verso la sera (I più votati di Prosa e Poesia)

E tu,
non parlavi mai delle tue stagioni
o del tuo sonnambulo risveglio;
volevi solo spiegarmi attraverso uno sguardo
il tempo che getta le ombre nel grigiore
e il fetore di tutte le strade,
ma le galere, ricordo,
ci attendevano al porto per salpare mari
senza limiti imposti da spiagge.

Tu,
vivevi il tuo tempo spiegando le vele
e ad ogni inganno cambiavi la rotta;
eppure una volta cadesti dentro la voce
che ti stava cantando un sonetto;
nei tuoi occhi, ricordo,
c’era ancora un sogno di aquilone,
ti mancava un respiro,
e cresceva il fuoco vicino ai forconi.

Oliviero Amandola

Ti amai tacendo

Ho scelto te,
consapevole del dolore
che l’amore produce
rimanendo in silenzio
distesa tra i fiori
sul verde mantello,
a respirare profumi
essenze nate dalla terra
che si elevano al cielo
per vedere sorgere il sole
impedendo al cuore
di spezzarsi
per le confuse e tormentose
parole
dettate dall’anima.

Così come una stella che brilla
senza chiedersi il perché
t’amai, tacendo,
infinitamente e perdutamente
imballando la pigra luna
tra le pagine del  mio cuore…
forse non te l’ho ancora detto

Tintinnio di primavera

Il sole trasforma organismi
la pioggia confonde le idee
bagna leggermente
in superficie
la crosta del sonno.

Anestesia

Banchi di nebbia umida
si frappongono
mescolando memoria
e tempo.

Immagini lontane,
irraggiungibili
si confondono
con stati febbrili.

Voce incomprensibile
eco di fondo
come il suono del vento
chiama il mio nome.

Una mano
sapientemente
piuma d’angelo
accarezza il viso.

Al risveglio,
limpida e chiara
vedo
la tua mano nella mia
e tu chino sul mio letto

Quei fiori recisi

Penso e ripenso
cerco di capire
ogni giorno
le tue ragioni
ma la ragione
dov’è,

è da te

Quando l’amore
s’ammanta
di tagliente
odio
e recide
i fiori della vita,

dimmi perché!

Notturno (I più votati di Prosa e Poesia)

Notturno,
tutto tace,
tutto profuma di te.

Ti vedo li,
seduta sul dondolo che dormi,
tutto si è fermato per farti sognare tranquilla.

Notturno,
che di stelle la sera colora,
due anime avvolte all’unisono, nel tempo in cui siamo,

tutto è silenzio,
nulla si muove,
solo leggeri sguardi volano nel vento.

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Scintilla l’amore

Scintilla l’amore
che muove il sole e le stelle
nell’energia misteriosa
che permea
l’universo al movimento
degli atomi e delle molecole,
nella prodigiosa
attrazione che unisce due cuori
palpitanti
ove invano sapienti
hanno cercato di codificare
‘sto sconvolgimento
d’animo e cuore