Archivio mensile: giugno 2016

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Epifania tra i miscredenti 1/2

Nell’idilliaco scenario d’oriente, si snodava il ridente agglomerato dell’odierna Bratislava, illo tempore obnubilata da una coltre di fervente nichilismo. Dislocata a ridosso del promontorio dei Carpazi ed intervallata da insenature di natura fluviale, si ergeva impetuosa ai margini di una sinuosa valle. Ivi imperversavano, sovente, glaciali nevicate, inframmezzate da gelo e copiosi rovesci.

Un’ambientazione ordunque asettica e impervia. Al vertice del piramidismo sociale figurava il principe della valle, feudatario nonché emblema della collettività, di seguito si delineava la figura ieratica ed ineluttabile di Adahm, sacerdote del Santuario della Provvidenza , ubicato nel ventre della valle. Negli strati inferiori si assestavano gli agrimensori e i mercanti, di estrazione medio-alta, nel basamento gerarchico coesistevano gli indigenti, spesso discendenti da stirpi di schiavi o prigionieri mutuati dal fronte bellico.

L’immaginario collettivo era contrassegnato da un acre spiraglio di antagonismo nei riguardi della sfera dell’ultransensibile, il popolo, indi, era animato da un radicato e divagante senso di determinismo casualistico, ravvisabile negli usi e costumi locali. Refrattari ai valori consuetudinari, apparivano le acerbe anime di Daniele, Ruth e Tobia, discepoli in erba, forgiatisi in ossequio alla dottrina mistica profusa dalla guida spirituale del paese. Il maestro predicava i precetti teologici della salvezza, redenzione e reincarnazione, triade assiologica eretta a fondamento del verbo divulgato dal sommo divino. I tre giovani discenti erano soliti adunarsi presso il luogo di culto per l’adulazione, mediante l’attuazione della prassi rituale, del simulacro della Provvidenza, situato nella stanza della sospensione temporale, un abitacolo metafisico il cui accesso era precluso ai miscredenti e a coloro i quali demonizzavano la fede.

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All tu morrow party

E ci saranno tutti
alla festa domani
i pazzi i savi i furbi
i malati e i sani
e ci sarete tutti
domani alla festa
chi con la faccia allegra
chi con la faccia mesta
col sorriso stampato
o col cuore a pezzi
coi fiori nelle tasche
e con gli occhi mezzi
coi denti rifatti
o coi fatti ridenti
e ci saranno tutti
vincitori e perdenti
con un regalo nel passo
e con un passo regale
e ci sarete tutti
nel bene e nel male
con sguardi curiosi
e curiosi sguardi
e ci saranno tutti
chi presto chi tardi
con mani distratte
e strette di mani
e ci sarete tutti
alla festa domani
tutti proprio tutti
domani alla festa
coi domatori in cima…
e tu col capo in testa.


Lettori e scrittori

Colori le parole

Colori le parole,
sei l’elogio
della tela,
dipingi gli occhi
come perle espressive
di rara qualità.

Sei il canto dell’arte,
la tua fonte creativa
s’esalta
nel far gentile
del pianeta donna,
sei tu: grazie!

Con te

A volte
le vicissitudini della vita
avverse, distolte, dolorose,
ti catapultano in un vortice incontrollabile.

Vago smarrita nel tempo…

Ma un giorno, mi scontro
con il color del cielo nei tuoi occhi,
ed ecco… lo sconvolgimento nell”anima,
inaspettato, sorprendente.

Mi scioglie… la delicatezza delle tue mani.

Mi rapisce… la tua calda voce.

Intenti proibiti, pensieri intensi
occupano le nostre menti.

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Effimere illusioni

Avrei voglia di tornare indietro
e con lo sguardo innocente
cercare ancora
i giorni di spensieratezza
dove il mondo è
chiuso da un cancello
tra le case del mio
paese in festa.

Non sarà tutta realtà
ma effimere illusioni
confuse e sbiadite
che inquinano il presente
stringono la gola e la mente.

Ed io nascosta tra le mie difese
sto ricordando ancora una volta
Te.

Ancora

L’estremo razionale e l’estremo fragore
Hanno solo paura
Ancora