Archivio mensile: agosto 2015

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Ci sono molti modi per morire

Salì gli ultimi gradini, fece ancora pochi passi e arrivò all’uscio dell’appartamento, avrebbe semplicemente dovuto spingere la porta. Prima di farlo, però, lasciò cadere per terra un cosa. Spinse la porta con il piede destro, era dentro. Poggiò la borsa su un comodino, tornò un attimo fuori, prese quella cosa che aveva lasciato cadere senza tanta tenerezza, era una ragazza. Non si mosse nemmeno un istante, era ancora lì. Così, come l’aveva lasciata lui pochi istanti prima. Sembrava morta, aveva paura, era terrorizzata e in quei secondi interminabili che lui impiegò nel lasciarla cadere al suolo, aprire la porta e ritornare indietro, pensò a come sarebbe morta.
La prese in braccio, quasi dolcemente, la portò dentro casa e altrettanto dolcemente la ripose sul divano. Estrasse una chiavetta usb dalla tasca, si avvicinò al mac di lei, sapeva che era sempre acceso, inserì la chiavetta e cercò il file. Lo trovò.
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L’ultima recita

Ho appeso tutte le lacrime ad asciugare
cancellando ogni parola scritta
Non amo il vanto
nel dir la recita é finita…
…ho finito tutte le parole attendo gli applausi.

Dai che ce la fai

Ogni anno
varchi questo
momento
guardati dentro.

Il dubbio ti solca
la mente
la gente c’è
e non ti sente.

Anche se tanti
amici non hai
ci sei tu
dai che ce la fai.

Ho dato il tuo nome (I più votati di Prosa e Poesia)

Ho dato
il tuo nome
al mio sogno più bello.

Aprii gli occhi:
mi sorridesti,
non era un sogno.

Tu parli

Tu parli,
parli
e non
t’ascolta;
le parole
non bastano
più,
diglielo
con un fiore
anche povero
di campo,
con tal verbo
non avrà
scampo…
capirà
di più.

Lo scrittore

Scese le scale, salì in auto e si diresse verso l’auditorium, mancavano pochi chilometri alla gloria. Il trionfo dello scrittore! L’auditorium si raggiungeva velocemente da casa sua, quante volte da piccolo era passato davanti a quel fabbricato e aveva pensato che un giorno, forse, anche lui sarebbe stato protagonista lì dentro.
Ripercorse velocemente la sua vita, o meglio, le cose della vita che non avrebbe voluto fare ma che aveva fatto. La laurea in medicina, voti eccellenti e futuro assicurato. Il master, pagato dai suoi e così tanto voluto, da loro! Lo sport abbandonato, a causa del futuro splendente che gli si sarebbe prospettato. E mille altre cose, apparentemente meno importanti ma infinitamente più fondamentali per la vita di una persona. E soprattutto per lui. Il piacere di soddisfare i propri istinti. Come un animale preistorico. Sì, il bere una birra con gli amici il venerdì sera, piuttosto che passarlo sui libri. Istinto o perdita di tempo, piccole cose che poi ad un certo punto della propria esistenza fanno dire “Sì, sono un uomo felice”. Oppure, no.
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