Archivio mensile: aprile 2013

Stai visitando gli archivi di Prosa e Poesia.

VII. Blood red sea

Sradicato,
naufrago nel sangue del possente Ymir, all’impeto di questi amari flutti mi abbandono. Musica, e fiamme: tutto è perduto, tutto è sommerso.

Leggi tutto →

Border Paradiso

Uno scialle per riparare il tuo corpo dal freddo, occhiali per proteggerti gli occhi argentei, una sciarpa avvolta a turbante sui tuoi lisci capelli setosi.
E scompari.
Sommersa da orpelli e veli e pelli e marchi e misteri.
Sorrido fiera.
Con attenzione ho annientato il tuo splendore e ti accompagno parallela a binari ripieni di sabbia, sotto nuvole di fritture globali che disarmano i feromoni del tuo corpo perfetto.

Leggi tutto →

Eros

La vidi

Era lì

Bella , sfacciata e irriverente mi fissava
con quello sguardo provocante
e un corpo nudo
tagliato da uno squarcio di luce
che penetrava
da una esile fessura

Stesa

Leggi tutto →

Una spudorata apparenza

Una spudorata apparenza
forse un inganno. Noi due sulla scena
no non proprio vicini
quanta stanchezza quanto peso
poi leggero vai via
fuori da uno spazio incerto
– violato silenzio –
e la domanda non fatta s’innesta
nella risposta che nega e si ritrae
via dalla scena
in un furioso sommarsi
di ombre.

PV – Leasing

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.unavignettadipv.it

 

 

VI. Bark

Ombra,
che dai Campi Elisi immerge il corpo nell’etereo Lete, forte della tempra dell’eterno staglio la mia mole sulla terra.

Vizzo tronco robusto, protendo esili fronde ad implorare redenzione, come ossute braccia di dannati volte al dio degli sconfitti. Leggi tutto →

Cespuglio

Buio.
Odore acre di disinfettante, buchi sulla pelle.
Dov’è finito quel coperchio della macchina da scrivere?
Lampi di passato felice, colori tenui rotolano nella stanza.
Non c’è più il divano marrone su cui ci addormentavamo abbracciati e soli.
Noi due e nessun altro.

Ti saltavo in spalla e ti baciavo il collo, prendevamo il furgone ed andavamo al parco a correre, a giocare, ci divertivamo come bimbi inseguendo qualunque cosa.
Fino a quel giorno, fino a quei nitriti isterici che mi terrorizzarono e allora non volli più saperne di quei prati,
ma tu non mi negasti mai un fazzoletto d’erba verde smagliante.
E io ti amavo.

Leggi tutto →

Papà

Caro papà
sto guardando il tuo viso
mentre guidi
e come al solito
mi sono commosso
ripensando alle cose mai dette
agli attimi persi
e ai giorni in cui non ci siamo mai capiti

Leggi tutto →

Un’ultima volta

Un’ultima volta
una speme un singulto
vedete – apparenti retrocessioni
s’inerpicano a ritroso nel tempo
non più comprensibile
estraneo indovino
abbastanza furioso, ma indomito
in me – di deviate assenze orfana
rimango viandante
e ancora
un’ultima volta interrogo
la tua forma, la tua avara presenza.

All’alba, una gioia naturale

E’ l’alba, lascia il letto, scendi tra i prati umidi di guazza;
tuffati nel bosco, rompi per primo le trame dei ragni;
i cui fili di seta sono perlati dalle gocce di rugiada;
odora i profumi freschi e inebrianti della natura;
osserva la multiforme veste di cui si ricopre la terra;
corri sui campi, renditi ragione del senso di libertà;
vivi la gioia naturale che ti pervade.