Archivio mensile: dicembre 2012

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Metempsicosis – 09 – Ciò che si è perso

Ninna nanna ninna oh il bambino a chi lo do
lo darò alla befana che lo tenga una settimana
Ninna nanna ninna oh il bambino a chi lo do
lo darò all’uomo nero che lo tenga un mese intero
Ninna ah ninna oh

Apro gli occhi e c’è mio padre che ricordo da una foto
io non l’ho mai conosciuto lui mi canta piano piano
è la scena in cui va via io la vivo da neonato
sul mio viso il suo fiato disperato dice addio

E se ne andò da me portando via con sé quell’uomo che ero io lo vedo piangere
vorrei abbracciarlo ma bambino sono io
non posso dirgli addio gridando lui mi prende tra le braccia sorride e poi
un bacio sulla fronte e mi mette giù
io cerco di reagire ma non so ora vorrei morire ma rivivrò

Qquel che ho perso non lo riavrò mai
quel che si è perso non si riavrà mai

Brughiera

Chiudo con un cancello
una brughiera di echi assordanti
per ritrovarmi vicino
ad un fiume
dove un airone cenerino
spicca il volo
lasciandomi in un campo
insieme ad un cantico di un’ allodola
durante il tramonto
di una sera d’ autunno.

Interrogo, ancora, i tuoi occhi

Interrogo, ancora, i tuoi occhi.
Una miriade di passi nel silenzio
dentro il centro perfetto
e sprofondo, ancora, senza fine
alcuna, sconosciuta meta
dolce passare attraverso e
restare, infine, in te
calamita di tenero infinito.

Educato a distruggermi

Eccomi son qua pronto a dar la vita
questo è quel che so non ho via d’uscita
nello specchio i miei perché e non sono poi un granché
affrontare la follia per eterna fedeltà Leggi tutto →

Metempsicosis – 08 – Nuvola

Mi scompongo in gocce d’acqua
e mi scontro fino a fondermi con altre che
prendon forme le più strane
e poi il pianto con pioggia tuoni e temporali

Qui sospeso vedo in fondo tutto il mondo
mentre il sole filtra dentro me
forte il vento mi sospinge mi dissolve
libera l’azzurro dietro me

Come volare ma senz’ali
e poi planare giù dal cielo
e non tornare più com’ero

Sparire…

Un incontro 1/2

Era l’anno di grazia 1887. Le strade di Londra, soffocate da una nebbia densa come burro che le deboli luci dei lampioni non erano assolutamente in grado di rischiarare, rilucevano di un bagliore sinistro, simili a fiumi di fango nero sotto il pallido chiarore argenteo della luna.

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Dal mio cuore

Finalmente ti ho trovata
il mio cuore in alleanza
con la mia anima
ti ha cercata
nella speranza che tu esistessi

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Ho voltato le spalle al dolore

Ho voltato le spalle al dolore
senza pentirmi di averlo compreso.

Ho alzato un canto al silenzio
all’invisibile orto del mio desiderio.

Sono stata un’erinni di quotidiano
tormento, appuntamento immancabile
di dispettosa sibilla
con il suo frutto indolente.

Ora so l’amaro sapore
che lascia la frase sospesa
tra il dire e il negare, esser rimasta
alla tua àncora muta, nel vortice avaro.

Metempsicosis – 07 – La preda

Nel bosco mi trovo a frugare l’istinto mi spinge a mangiare
un lago si staglia davanti mi sporgo ed è forte la sete ma
mi specchio nell’acqua

E vedo un volto di cervo vetusto con corna giganti
rimango un attimo assente e penso che non sono solo ma
sento un pericolo

Un cacciatore mi punta tutti i miei sensi son pronti
ad affrontare la fuga ma cado su un colpo improvviso e
che farò adesso

Sentirsi preda ferma impotente
vedo il ricordo l’ultimo assalto
dove la rabbia vince la colpa

Sento freddo e sto andando via
mani calde mi portano via

Ecco il buio che si prende me

PV – Ubi major

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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