Archivio mensile: luglio 2012

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Il pensiero della gente

Di quel tutto e di quel niente
si ricorderà solo la noia
che il cuore e la mente
hanno aspramente sopportato.

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L’amore ucciso

Mi immersi nel mare dei suoi occhi.
Mi inabissai e temetti ma l’abbraccio tiepido dell’acqua cristallina che mi lambiva le spalle mi sospinse sempre più giù, serenamente.
Toccai il fondo, un fondo puro, vellutato, violetto e quello che si infiltrava tra le mie labbra non era sale, era ambrosia delle più soavi. Era strano che non mi facessero male gli occhi; il violetto, anzi, accarezzava lieve le mie pupille.

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Il Natale del 2006

Ricordo il 24 dicembre del 2006. Niente è più triste di una vigilia di domenica, pensai. Il mio cane dormiva profondamente, accovacciato vicino a me. Il plaid squamava giù in fondo al divano. E come in una sorte di apparente premonizione, sembravo rimanere in attesa di quello che di lì a poco sarebbe successo.
All’improvviso il cellulare emise lo squillo di un messaggio. Lo avvertii appena, però diedi un sussulto.
“Ti voglio ancora”, lessi sul display del telefonino. “O forse da più tempo, a pensarci bene”, c’era scritto più sotto.
Arrivati a questo punto pensai, potevo considerarmi al sicuro, a prescindere o meno dal resto.

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Aiuto!!! Sono ingrassato!!!

Il Barabosso piangeva, piangeva. In camera sua, davanti al grande specchio cercava disperatamente di allacciarsi i pantaloni. Niente da fare! Quel benedetto bottone, nonostante i suoi sforzi non entrava nell’asola. Rosso in viso per lo sforzo, le guanciotte rigate da lacrime cocenti, si voltò a guardare i suoi due amici, il Trippiscio e la Pipitotta che lo osservavano facendo grandi sforzi per non ridere.

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La mia immagine

Ho atteso a lungo di potermi escludere dalla pazzia
da quell’assurda sinfonia che detonava dentro me
e che insistente io non ho, nel deprimente scorrere cercando di comprendere
quell’ideale fantasia di un’ assoluta verita’ che lentamente scivola via

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Come l’ombra

Riflesso opaco di quest’ombra,
scura e nera
ma sottile,
vede il buio o poco più
ma crede in questo suo colore morto.

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Il profumo del pane e il viandante

Farina, acqua, lievito e sale;
sale il profumo del pane nell’aria;
aria che respiro dal forno infuocato;
infuocato è il mio pensiero;
pensiero rivolto a te viandante;
viandante della vita che passa;
passa da me amico triste;
triste è il giorno e felice sarà;
sarà ora della tua figura;
figura da vivere senza paura.

Sergio Camellini

Aurora 8/8

Aurora era confusa, non capiva assolutamente più nulla, volse il suo sguardo verso Mike ma vedendo il suo viso contratto dal dolore provò una tale pena da avvicinare la poltroncina al letto e stringergli forte la mano e chiamò l’infermiera: ora Mike aveva bisogno di calmanti per il dolore non di parlare .

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Il mistero dei dieci euro scomparsi

Il  Barabosso piangeva, piangeva.  Grossi lacrimoni scivolavano lungo le sue guanciotte pelose e gli bagnavano tutta la giacchetta, mentre, seduto all’ombra di una grande quercia non riusciva a smettere di piangere.  Il bosco era silenzioso, stavano calando le prime ombre della sera quando un allegro fischiettio venne a rompere la pace di quei luoghi.

Qualcuno si avvicinava  lungo il sentiero  ed il Barabosso  conosceva bene quel fischio: era sicuramente il suo amico Trippiscio, spirito allegro e birichino che, con fischi e canti esprimeva  la sua gioia di vivere.

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Alba a Casablanca (dicembre 2009)

La luce rosea del mattino
sveglia le palme
e scivola tra le vie del mercato
nella polvere e tra le merci
accatastate dai venditori
che richiamano insistenti i turisti. Leggi tutto →