Trucco perverso (I più votati di Prosa e Poesia)

Mani di velluto
Cuore di cristallo
Occhi persi
Che non mi cercano
Mi hai lasciato andare
Senza avermi avuto
Sei il mio dolore dentro
Sei le mie lacrime
Sei quel trucco perverso
Finto da sembrare vero
Avrei tanto voluto
Dormirti sul cuore
Ma sei già la mattina
Di un giorno vecchio
Ed io la colomba inutile
Di un mago cattivo

La porta

Apro la porta
la luce mi ferisce.

Nel bagliore scorgo
un vecchio tronco
dalla base scura
con rami penduli e spogli
provo ad immaginare
il loro verde
avvenire.

Sento
la musica
in coda al vento.

Il tempo
che gira lancette
dell’orologio
e poi il silenzio.

Di te
ricordo solo il nome.

Lo pronuncio
mi suona lontano
lontano che mai
il vuoto m’incombe.

Chiudo la porta.

Un domani fragile

Fiorin fiorello, cantava Mario mentre saliva le scale con il pane sotto il braccio.
Era una vecchia abitudine quella, rubata a Parigi, durante quell’indimenticabile viaggio, l’unico che avevano fatto, da troppo tempo ormai.
Lucia lavorava in una lavanderia ma da qualche mese era a casa.
Ormai i cinesi nei centri commerciali fornivano gli stessi servizi a prezzi stracciati e di là a qualche giorno la saracinesca del negozio sarebbe rimasta definitivamente abbassata.
Era incinta Lucia e di questi tempi e in queste condizioni trovare un lavoro era impresa ardua, quasi impossibile.

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La vita se ne va

Ogni giorno che passa
è un giorno che svanisce.

Ogni giorno che svanisce
è un giorno che si aggiunge
al passato.

Così giorno dopo giorno
la vita se ne va
lasciando alle spalle il silenzio.

Se ne va
portando con se
ciò che bene e ciò che male
ciò che sarebbe stato
e ciò che sarebbe potuto essere,
la speranza ormai è un’abitudine.

Se ne va,
ma forse è meglio così
che la vita se ne va
quanto meno ce l’ aspettiamo
con il coraggio e la rabbia
con l’illusione e delusione…

Allora vado fuori a dipingere le stelle

Piangente d’emozione

L’ardente
e dolce forza
dell’amore,

ti vede
talvolta piangente
d’emozione,

libera
i tuoi occhi
dalle lacrime,

scendi
nella valle
del suo cuore,

v’è sentimento;
sei nella primavera
della vita,

avverti il profumo
che nessuno
ti carpirà?

La Notte (I più votati di Prosa e Poesia)

Fammi ascoltare la placida notte:
il cielo profondo si svela
abisso che effonde mistero.

Fammi ascoltare la musica nuova
che dall’orizzonte turchino
sconfina nel buio più cupo.

Non sono le stelle soltanto
remoti, insensibili astri,
ma cuori pulsanti energia
sull’erba, sugli aghi dei pini,
sui ciottoli erosi del greto.

Si crede la notte un succedersi uguale
di ore che seguono il giorno,
se non si contempla l’arcana,
serena, armoniosa bellezza.

C’è un occhio verace che accende
perfino la tenebra illune
chiamando le silfidi mute,
scorgendo nel vago barlume
la strada che all’alba conduce.

 

Flora Lalli