Alijundi Alssaghir (I più votati di Prosa e Poesia)

Il Piccolo soldato
non aveva tra le mani arcobaleni.

Camminava
nel calore della guerra
con cicatrici di memoria
impressi nella mente.

Implorando speranza
nel puzzo della morte.

Il tempo scorreva
con battiti cardiaci
che si fermano
tra campi di ossa
colti dalla peste
di un dio senza amore.

Nell’aria spasimante
il piccolo soldato
inginocchiato al tappeto,
portando le mani vicino al capo
e i palmi avanti
intona i versetti del Corano
sotto un tramonto di rosso vermiglio
che lo stava ascoltando

Una rosa bianca

Col suo sguardo
t’ha inondato
il cuore,
t’ha mozzato
il fiato,
t’ha offuscato
con eleganza
la mente;
quella rosa bianca
è lei.

T’ha creato
un’intensa pulsione
emozionale,
eppure,
stai ancora
pensando
se sia
davvero amore:
sì, lo è.

Non so chi tu fossi, pittore di colombe

Non so chi tu fossi, pittore di colombe
che giaci sepolto all’ombra del faggio,
in terra lontana, tra sconsacrate tombe,
ma sento che tracci la forma e il miraggio
che cogli tra i volti, tra splendidi disegni
nell’aere leggero e nei fiumi di fiori.

Ma il male segreto ch’alberga quegli ingegni
sensibili d’estri divini ai cori
a vita ti tolse, percosso nello spirto
a guisa dei miseri pinti nei quadri
che scuoton le braccia, agli alti uccelli e al mirto
portando tra l’ali donne amate e madri.

Partito col vento, soffio almo di pianto
non fosti soltanto dell’arte tua il boia
ma morto, nel mondo, dei tuoi colombi il canto
strappasti disegni leali alla Gioia.

Dentro i tuoi occhi

Se mi fermo un solo
istante
a guardare i tuoi occhi
vedo dentro un lago
incantato

Quello sgambetto

Vorresti
setacciare l’aria
per far emergere
le scorie,

di quel pulviscolo
d’indifferenza
che graffia
la dignità

con lo sgambetto.

C’è chi intasa
ed offusca
la sottile trama
della convivenza,

di quell’umanità
la quale
è alla continua ricerca
d’una vera identità.

Uno sgambetto alla vita.