L’ultima recita

Ho appeso tutte le lacrime ad asciugare
cancellando ogni parola scritta
Non amo il vanto
nel dir la recita é finita…
…ho finito tutte le parole attendo gli applausi.

Dai che ce la fai

Ogni anno
varchi questo
momento
guardati dentro.

Il dubbio ti solca
la mente
la gente c’è
e non ti sente.

Anche se tanti
amici non hai
ci sei tu
dai che ce la fai.

Ho dato il tuo nome (I più votati di Prosa e Poesia)

Ho dato
il tuo nome
al mio sogno più bello.

Aprii gli occhi:
mi sorridesti,
non era un sogno.

Tu parli

Tu parli,
parli
e non
t’ascolta;
le parole
non bastano
più,
diglielo
con un fiore
anche povero
di campo,
con tal verbo
non avrà
scampo…
capirà
di più.

Lo scrittore

Scese le scale, salì in auto e si diresse verso l’auditorium, mancavano pochi chilometri alla gloria. Il trionfo dello scrittore! L’auditorium si raggiungeva velocemente da casa sua, quante volte da piccolo era passato davanti a quel fabbricato e aveva pensato che un giorno, forse, anche lui sarebbe stato protagonista lì dentro.
Ripercorse velocemente la sua vita, o meglio, le cose della vita che non avrebbe voluto fare ma che aveva fatto. La laurea in medicina, voti eccellenti e futuro assicurato. Il master, pagato dai suoi e così tanto voluto, da loro! Lo sport abbandonato, a causa del futuro splendente che gli si sarebbe prospettato. E mille altre cose, apparentemente meno importanti ma infinitamente più fondamentali per la vita di una persona. E soprattutto per lui. Il piacere di soddisfare i propri istinti. Come un animale preistorico. Sì, il bere una birra con gli amici il venerdì sera, piuttosto che passarlo sui libri. Istinto o perdita di tempo, piccole cose che poi ad un certo punto della propria esistenza fanno dire “Sì, sono un uomo felice”. Oppure, no.
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Stordita

Sono una farfalla leggera
invasa dal pensiero
di non far male, di non dar dolore
ma morire su questo amore appena nato.

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